NEWS DEL 8 marzo 2016

Illuminazione architetturale: com’è nata Carmen, la lampada da parete e soffitto

Negli ultimi anni abbiamo assistito sempre di più al passaggio da un’illuminazione decorativa ad un’illuminazione architetturale. Nella prima, l’Italia può vantare una grande tradizione, ma la progettazione più moderna degli ambienti si è spostata sempre di più verso fonti luminose da incasso, più ‘nascoste’, al posto di quelle decorative.

Per gli architetti, le soluzioni d’illuminazione ad incasso permettono un approccio diverso alla progettazione degli ambienti. I corpi illuminanti spariscono e si spostano, perciò è possibile progettare anche la luce oltre agli spazi.

E’ proprio in un contesto di questo tipo che un architetto, stretta collaboratrice di Panzeri, ha avuto l’idea che ha poi portato alla realizzazione di una lampada da soffitto innovativa. Abituata ad occuparsi di ristrutturazioni, design di arredi su misura, allestimenti e architettura temporanea, Carmen Ferrara è molto sensibile all’argomento illuminazione: “La sfida è quella di poter gestire la luce là dove non si possono fare interventi per spostare le fonti luminose da un punto ad un altro.”

La sfida: una lampada da soffitto che disegni luce.

Come posso spostare la luce e fare in modo che allo stesso tempo crei anche un disegno? Il punto di partenza sono stati i profili di Panzeri: “Ho pensato di sfruttarli per una nuova idea creativa: estruderli e renderli gestibili, così da poter spostare la luce e creare un gioco luminoso su parete e soffitto” dice Carmen. Per questo compito, l’architetto ha subito pensato di portare uno dei profili Panzeri “fuori dal muro”.

E’ così nata l’idea di una nuova lampada, composta da bracci che si possono spostare a piacimento per modificare la forma propria e della luce stessa. “Con Enzo Panzeri mi sono occupata dell’ingegnerizzazione di questa lampada. Volevo una luce indiretta, con la possibilità per il cliente di spostare i bracci e creare forme diverse. Con Enzo ho fatto le prove pratiche e risolto sia i problemi di bilanciamento, fondamentali in un articolo di questo genere, sia quelli tecnici, come la gestione della potenza luminosa (ndr 6180 lumen) e la schermatura della luce”.

Bella e commercializzabile.

Una lampada, poi, non può essere solo bella e innovativa. Per quanto il suo design possa essere accattivante, dev’essere anche sostenibile dal punto di vista commerciale. Lo conferma la stessa Carmen: “Bisogna fare i conti con i problemi di produzione e in questo Panzeri era il partner ideale. Abbiamo lavorato in team, direttamente in officina, e sistemato tutti i dettagli. Solo in un’azienda di questo tipo è possibile seguire un percorso simile, dal progetto al prodotto.”

Bisognava poi scegliere un nome per la nuova creazione. La stessa Carmen Ferrara aveva presentato a Panzeri una lista di nomi papabili, ma l’azienda di Biassono ha scelto quello dell’ideatrice della lampada: “Mi sono sentita estremamente lusingata per questa scelta”.

La Lampada Carmen è stata presentata ad Euroluce nel 2013 ed è stata subito accolta bene dal pubblico: “Alla presentazione il riscontro è stato subito positivo. La cosa sorprendente è che le vendite sono andate in crescendo negli anni successivi alla fiera. L’apprezzamento non è stato quindi solo confermato, ma è aumentato nel tempo” conclude orgogliosa la Ferrara.

Oggi è disponibile non solo nella versione da soffitto, ma anche la lampada da parete: ‘Carmencita’ è più piccola nelle dimensioni, ma segue lo stesso concetto della sorella più grande.

 

Chi è Carmen Ferrara

Architetto laureata al Politecnico di Milano, ha iniziato la sua esperienza professionale lavorando allo Studio Marco Piva. Appassionata di progettazione per allestimenti fieristici, architettura temporanea e ristrutturazioni, ha realizzato diversi suoi lavori per le sfilate di moda milanesi. Per Panzeri, oltre alla Carmen, progetta gli stand fieristici e lo Showroom aziendale.

Profilo Linkedin: https://it.linkedin.com/in/arch-carmen-ferrara-6896432a